Ogni sessione dura 25 minuti ed è costruita come un percorso progressivo, pensato per accompagnare il corpo dall’attivazione al rilascio, fino all’integrazione finale.
Non è musica da sottofondo, ma un’esperienza di ascolto guidato.
La struttura è sempre la stessa, per permettere al corpo di riconoscerla e affidarsi:
Apertura – Gong (circa 3 minuti)
Il gong apre la sessione creando una soglia di ingresso.
Il suono è ampio, profondo, avvolgente: serve a spostare l’attenzione dal piano mentale a quello corporeo, interrompere il flusso dei pensieri e preparare all’ascolto.
Corpo centrale – Campane tibetane (circa 12 minuti)
Le campane costituiscono il cuore della sessione.
Le vibrazioni sono stabili e continue, favoriscono rilassamento profondo, centratura e continuità, permettendo al corpo di distendersi e di entrare in uno stato di ascolto più ricettivo.
Strumento caratterizzante – Monocorda, Handpan, Shruti, Arpa tubolare, Koshi, Tamburo sciamanico (6–8 minuti)
In questa fase entra uno strumento con una qualità sonora specifica, diversa in ogni sessione.
Qui il suono introduce sfumature emotive e percettive differenti: apertura, morbidezza, espansione o leggerezza, sostenendo il rilascio e rendendo ogni sessione unica pur mantenendo la stessa struttura.
Chiusura – Tamburo del mare e sonaglio a semi (ultimi minuti)
La sessione si chiude con suoni più fluidi e naturali, dedicati all’integrazione.
È il momento in cui il corpo assimila l’esperienza, senza forzature, accompagnato verso uno stato di quiete e stabilità.
Come vivere l’ascolto
Ogni sessione può essere ascoltata più volte, in momenti diversi.
Alcune sessioni risultano più distensive, altre più ricaricanti: il corpo riconosce ciò di cui ha bisogno.
Non è un percorso da “finire”, ma da utilizzare nel tempo, secondo il proprio ritmo.
Sdraiati, chiudi gli occhi e inizia il viaggio.